Acne: l'Isotretinoina, un derivato della vitamina A, non aumenta il rischio di malattie infiammatorie intestinali


Uno studio ha mostrato come Isotretinoina, un derivato della vitamina A impiegato nel trattamento della forma grave di acne, non causa un aumento del rischio di malattie infiammatorie intestinali ( IBD ).

Negli ultimi anni sono state intentate numerose cause legali da parte dei pazienti nei confronti dei produttori dell' Isotretinoina in ragione di alcune documentazioni che postulavano la possibilità di una associazione tra l’impiego di Isotretinoina e di malattie infiammatorie intestinali.
In particolare, uno studio caso-controllo, condotto su ampia popolazione, aveva dimostrato un incremento non-significativo del rischio di malattie infiammatorie intestinali in toto pari a 1.68 a seguito dell’assunzione di Isotretinoina, ma anche una forte associazione con la colite ulcerosa ( RR= 4.36; IC 95%: 1.97-9.96 ).

Questi eventi avevano indotto Roche, nel 2009, a non continuare a commercializzare il farmaco negli Stati Uniti, nonostante le forme genericate continuino ad essere commercializzate nel mercato statunitense.

Uno studio ha cercato di approfondire la relazione tra farmaco e malattia intestinale.

Sono stati rianalizzati i dati con uno studio dal disegno caso-controllo che permettesse l’aggiustamento dei fattori confondenti.

Sono state prese in esame 2159 donne in età riproduttiva affette da malattia infiammatoria intestinale, e le hanno confrontate con 43.180 donne ( controlli ), di età compresa tra 18 e 46 anni.
In entrambi i gruppi le donne reclutate assumevano contraccettivi orali.
Di queste, 10 donne affette da malattia infiammatoria intestinale ( 0.46% ) e 191 controlli ( 0.44% ) avevavo assunto Isotretinoina.

Il rischio relativo ( RR ) di malattie infiammatorie intestinali, corretto per fattori confondenti, pari a 0.99 (IC 95%: 0.52 – 1.90 ) nel gruppo casi.

Nell’analisi per sottogruppi, il rischio relativo di colite ulcerosa, corretto per fattori confondenti, è stato pari a 1.10 ( IC 95%: 0.44 – 2.70 ), mentre quello di malattia di Crohn è stato pari a 0.91 ( IC 95%: 0.37 – 2.25 ).

Il rischio relativo era stato corretto per molteplici fattori confondenti quali: presenza di asma, iperlipidemia e obesità; indicazioni di impiego dei contraccettivi orali, quali la presenza della sindrome dell’ovaio policistico, di acne o di disturbo premestruale; raccomandazione ad aderire a pratiche di cessazione dell’abitudine al fumo; storia di ospedalizzazione pregressa; storia di ricorso a visite in Pronto soccorso o presso ambulatori di medicina generale nell’arco dei 12 mesi precedenti l’inizio dello studio; impiego di farmaci per la malattia infiammatoria intestinale, compresi FANS e tetracicline; storia di colonoscopie pregresse; storia di operazione di appendicite.

Dall'analisi non è emersa l’esistenza di una associazione tra l’impiego di Isotretinoina e il rischio di malattia infiammatoria intestinale neanche in una meta-analisi che, oltre ad includere i dati presenti, comprendeva quelli dello studio caso-controllo e di altri tre studi.
In particolare, il il rischio relativo aggregato di malattia infiammatoria intestinale è stato pari a 0.94 ( IC 95%: 0.65-1.36 ), quello di colite ulcerosa è stato di 1.61 ( IC 95%: 0.88-2.95 ) e quello di malattia di Crohn uguale a 0.75 ( IC 95%: 0.46-1.24 ).

Al momento attuale non vi sono ragioni perché i medici smettano di prescrivere Isotretinoina nei pazienti affetti da forma grave di acne.
I dati forniti da questo e da altri studi non hanno indicato che il rischio di malattia infiammatoria intestinale aumenti con l’utilizzo di Isotretinoina. ( Xagena_2013 )

Fonte: JAMA Dermatology, 2013

Xagena_Medicina_2013